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Dispensa introduttiva alla pratica dello yoga

Il valore della consapevolezza nel percorso yogico (Tesi di Diploma ISFY)




QUALE YOGA?

Lo Yoga è l'arresto dell'agitazione della mente”. (Yoga Sutra I.2)

Nella coscienza in cui l’agitazione della mente è stata placata, si determina, al pari di un cristallo trasparente che assume il colore degli oggetti vicini, una fusione completa del conoscitore, del conosciuto e dell’atto di conoscenza”.Yoga Sutra I.41


La liberazione (Kaivalya) è lo stabilirsi dell’energia del vedere nella sua vera natura, il ritorno della manifestazione alla sua condizione originale vuota”.Yoga Sutra IV.34

 

Esistono diversi tipi di Yoga, che si sono sviluppati in relazione ai diversi contesti culturali e storici. Nato in India in una data non certa (I o II millennio a.C.), sviluppandosi nel vasto sub-continente indiano, lo Yoga nel corso della sua lunga tradizione si è frammentato ed adattato alle diverse esigenze e sensibilità. La recente acquisizione dello Yoga da parte dell'occidente, è quindi da considerare come un arricchimento per la disciplina.

Pur dovendo andare incontro alla sensibilità di chi lo pratica ed al contesto sociale, uno Yoga autentico non deve perdere mai di vista la sua principale vocazione, che è una vocazione di natura esistenziale ed interiore. Lo Yoga, nella sua forma più pura, rappresenta un insieme di tecniche volte allo sviluppo della consapevolezza della nostra vera natura, ed un veicolo che consente di controllare e calmare la mente, e di maturare un profondo senso dell'essere oltre la dimensione egoica.

'Oltre la mente' può essere un concetto che disturba noi occidentali, che culturalmente abbiamo sviluppato un forte senso di identificazione con la mente. Tuttavia, andare 'oltre la mente', non significa degradare le proprie facoltà cognitive, oppure inculcare ulteriori condizionamenti. Significa procedere oltre la volontà, oltre l'ego, ed integrarli in una dimensione più profonda che li trascende.

Lo Yoga proposto è dunque orientato in questo senso. Per instradare la coscienza verso questi alti fini, non si può trascurare il corpo ed il suo equilibrio. Ci si avvale allora di tecniche posturali di Asana, che rendono il corpo flessibile e robusto, ripristinando un corretto allineamento della colonna vertebrale. Le Asana agiscono a livello neuroendocrino e su tutti i principali sistemi del corpo (cardiocircolatorio, linfatico, nervoso), aiutando a mantenere l'equilibrio fisiologico dell'organismo. In questo senso, la pratica delle Asana dona 'energia', cioè aiuta a mantenere l'equilibrio globale e rende il corpo più pronto ed efficiente. Le Asana sono sempre accoppiate al respiro cosciente, ed aiutano il respiro a manifestarsi pienamente.

Il lavoro con Asana ha un suo feed-back sulla mente, favorendo la capacità di concentrazione, e rinforzando le capacità cognitive. Il Pranayama consiste in una serie di tecniche respiratorie che potenziano il lavoro sulla mente ed aiutano a calmarla. La mente ed il respiro sono due aspetti della stessa cosa, ed hanno un unica origine. Controllando il respiro, si controlla anche la mente; calmando il respiro, si calma la mente. Si tende verso uno stato di consapevolezza privo di sforzo, in cui le ordinarie gabbie, fatte di paure, pregiudizi ed aspettative si dissolvono.

La meditazione, è uno sguardo puro verso il tutto. Esistono diversi tipi di pratiche meditative; inizialmente è utile praticare la calma concentrata, in cui la mente è indirizzata verso un oggetto specifico e riportata all'oggetto stesso non appena si distrae. La pratica della calma concentrata, insieme ad Asana e Pranayama, rende la mente stabile e presente e consente l'accesso ad altre forme meditative, altrimenti di difficile pratica. La consapevolezza aperta, è una totale apertura alla percezione non filtrata da condizionamenti. Queste due forme meditative sono note come 'meditazione oggettiva', in quanto la coscienza è rivolta verso gli oggetti della percezione. Tuttavia, la forma più tipicamente yogica di meditazione è la 'meditazione soggettiva', in cui si opera un ritiro dei sensi dagli oggetti della percezione e si torna al punto di origine della coscienza, alla pura consapevolezza priva di oggetti.